Preparazione al Parto dolce e naturale con il Lotus Birth

Questa è quella che viene considerata dalla maggior parte delle persone una “nascita naturale” 

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In realtà in questo modo di nascere non c’è niente di naturale. Diciamo che è considerata una “nascita normale“. Ma il fatto che sia diventato “normale” non indica in nessun modo che sia “naturale”.

“Normale” senza considerare gli effetti futuri di questa situazione disastrosa, che è alla base della nostra vita, è veramente da stolti, per tutta la specie umana.

 

E’ come costruire un edificio qualsiasi, che sia una piccola o grande casa, su delle fondamenta sabbiose o instabili oppure su una base inclinata:

Casa su base storta - www.scuoladirespiro.org

 

E’ come mandare in giro delle mine vaganti che non saprai mai quando scoppieranno:

Hulk - www.scuoladirespiro.org

 


Questa invece è quella che io considero una nascita naturale

Bimbo mano ride - www.scuoladirespiro.orgBimboinmanoridePrimoPiano - www.scuoladirespiro.orgmamma e figlia appena nata che ridono - www.scuoladirespiro.org

 

 

 

 

 

 

Quasi 30 anni fa ho iniziato il mio lavoro con il respiro, e la scoperta più grande ed inaspettata che io possa aver fatto, è stata quella di “rivivere” la mia nascita.

Sì, hai letto bene: “rivivere“, non “ricordare“, perché quando si va in memoria è come se stessi rivivendo quell’episodio della tua vita, come se lo stessi facendo di nuovo, con una grande differenza però, adesso sei un adulto, un’adulta, ed anche se ti sembra pazzesco esattamente come allora, ora hai la consapevolezza che sei molto più forte di quello che credi perché sei sopravvissuto/a e, se ce l’hai fatta allora che eri così piccolino/a, puoi farcela anche ora che sei così grande.

Ora hai la possibilità di comprendere cosa sia realmente successo in quel momento preciso, di comprendere come ti sei difesa/o tutta la vita da allora in poi, e quando questo ti diventa chiaro, tu smetterai di reagire nella tua vita e comincerai ad agire.

Io sono nato in casa, apparentemente tutto tranquillo, una nascita cosiddetta “normale”, ed ovviamente tutti i partecipanti hanno fatto il meglio con quello che sapevano.

Ma la paura, le cose dette, gli atteggiamenti avuti durante e dopo il parto hanno condizionato in modo molto potente tutta la mia vita, e mi ci sono voluti molti anni per risistemare le cose dentro di me, per smetterla di diventare come l’uomo verde lì sopra.

 

Da allora mi sono detto: se dovrò rinascere, voglio che sia in modo naturale e non normale. Ed è proprio questo il nostro obiettivo nella Scuola di Respiro: aiutare le coppie (ATTENZIONE: non le donne, ma le coppie) a cambiare il modo di far nascere i propri figli, e possibilmente farli nascere ridendo, e che rida anche la madre e la smetta di “partorire con dolore”.

Se vuoi saperne di più sul parto dolce, o Lotus Birth, clicca qui!

 

Come ho già detto in Preparazione alla Gravidanza, la preparazione è meglio che avvenga quanto più tempo prima possibile, addirittura prima della gravidanza, perché prima la fai e più facile diventerà poi tutto il percorso, perché viaggerai più leggero/a, senza portare bagagli inutili e soprattutto pericolosi (vecchie memorie inconsce).

 

Perché parlo di un percorso di coppia?

Perché un figlio si può programmare/volere in due, poi la gravidanza non rimane solo “cose da donne”, ma l’uomo dovrà sostenere la moglie/compagna durante la gravidanza, durante il parto e poi durante la crescita del figlio.

Quindi, in quanto uomo che si è messo in gioco, che ha sperimentato sulla propria pelle, che ha scoperto e conosciuto cose impensabili o impossibili per la maggior parte delle persone, consiglio a tutti gli uomini di fare un percorso di crescita, meglio ancora insieme alla propria donna.

Una coppia che fa insieme un percorso di crescita, fa dei salti quantici rispetto alle altre persone, perché arriva a scoprire cose che non avrebbe mai pensato, anche relative alle dinamiche che si possono scatenare all’interno della coppia, nella vita di tutti i giorni.

 

Perché fare una preparazione superiore al parto?

Nella maggior parte delle preparazioni al parto che si trovano in giro ti daranno informazioni generali sul parto, su cosa avverrà, su cosa potresti sentire e sperimentare, cosa potresti incontrare in ospedale, ed un sacco di altre informazioni molto utili, per la verità.

Qui a Scuola di Respiro, invece, oltre a darti anche informazioni utili, farai soprattutto esperienza diretta del tuo respiro e delle eventuali memorie inconsce che verranno a galla e che grazie al Respiro della Memoria® oppure alla Coccoloterapia® in acqua calda , sarà possibile gestire e chiarire.

Quando questo avviene, oltre a “comprendere” (molto differente dal “capire”), cambiano anche atteggiamenti e comportamenti nella vita di tutti i giorni, del tipo: sarai più tranquilla e fiduciosa nella e della vita, ti arrabbierai di meno, avrai delle relazioni più tranquille, e molti altri vantaggi che qui non sto a dire.

Ma perché fare questo percorso?

Perché quando la donna rimane incinta, scattano una serie di memorie che la mandano in reazione, per il semplice fatto che la sua mente reattiva è sempre attiva e molto attenta a quello che succede dentro e fuori di noi.

Faccio qui un esempio:

Ad agosto, durante una settimana di lavoro con la Coccoloterapia® in acqua calda, era presente con noi, insieme al suo compagno, una delle nostre allieve al sesto mese di gravidanza, che ha partecipato a quasi tutti gli esercizi che erano in programma, ma è stata presente anche a quelli che non poteva fare, osservando quello che facevano i suoi compagni di corso.

In una settimana che è stata lì con noi, è andata in memoria almeno 5 volte, in episodi diversi che comunque riguardavano la sua nascita, e sempre nei momenti in cui comunque non stava lavorando direttamente, ma faceva da spettatrice.

Una volta perché, essendo l’acqua un grado e mezzo più alta (invece di 36° era 37,5°), e nella stanza dove eravamo si era formata un po’ più di umidità rispetto al normale, aveva già cominciato a dare segni di insofferenza e, con la scusa di fare la pipì, voleva uscire (premetto che eravamo appena entrati e lei era appena stata in bagno.)

Prima di lasciarla uscire per andare in bagno, ho fatto un po’ di verifiche, e lei era nella pancia della mamma che era in travaglio ed aveva molto caldo (la madre, non lei), ma lei credeva che fosse la sua realtà in questo momento, mentre invece stava reagendo ad una vecchia memoria, addirittura prima della sua nascita.

Una volta chiarito questo episodio, non è più andata in bagno e stava benissimo nella stessa stanza con piscina e umidità di prima.

Questa è una storia molto semplice ed “apparentemente” anche banale, ma posso assicurarti che ci sono memorie molto più profonde ed intense, a volte anche molto violente, che fanno andare in reazione anche la persona più santa di questo pianeta, con conseguenze spesso molto poco piacevoli.

 

Ti invito a leggere la sua testimonianza che ha messo gentilmente a disposizione:

Sono più di t

re anni che frequento la Scuola di Respiro ed ho visto in questo periodo il modificarsi della mia vita in maniera del tutto radicale.

Anche l’arrivo di Alice in qualche modo è frutto di un percorso di consapevolezza sia mio che di Corrado.

Fino a tre anni fa era lontano per me l’istinto di madre, ero completamente presa dalla smania di “Fare e soddisfare le aspettative degli altri” poco attenta ad “ascoltarmi”.

Questi anni di lavoro con il respiro mi hanno insegnato a guardare in faccia le mie paure, le mie resistenze a smettere di fare necessariamente qualcosa giusto per non fermarmi ad ascoltare sul serio; comprendere le mie paure, accettarle per poi lasciarle andare definitivamente mi sta permettendo di riscoprirmi “libera da aspettative e condizionamenti esterni” facendo spazio così alla vita e a qualcosa di importante, Alice.

La notizia del suo arrivo è stata una gioia che ha subito toccato corde molto profonde del mio animo.

Mi si è presentata l’occasione, questa estate, di andare ad Ischia con i miei amici del corso una cosa bella per poter imparare qualcosa in più che potrà servirmi durante la gravidanza.

Mi sono però arrivate le prime domande: “Ma posso concedermelo?

Io ora sono incinta posso fare le cose che facevo solitamente durante il corso?

In fondo ad Ischia ci sono stata ad Aprile ero incinta e non lo sapevo e ho fatto tutti i lavori come sempre e sono stata benissimo, perché dovrebbe essere diverso?

”…le domande mi si affollavano poi i dubbi…”

Forse non dovrei stancarmi, non voglio impegnarmi in niente di serio…”, le mie resistenze stavano diventando troppo forti…così ho deciso di partire al massimo avrei fatto vacanza e mi sarei astenuta dal corso!

Ischia mi si è presentata bella e forte su una montagna a picco sul mare dove non prendono nemmeno i cellulari ed io li lontana da una eventuale assistenza mi sono affidata alla buona energia di un posto incantevole.

Già al primo giorno di lavoro ho iniziato a sentire qualcosa che si smuoveva nel profondo, avevo la sensazione di essere un animale ferito in mezzo alle iene.

Tutti lavoravano come sempre io mi sentivo frenata dal mio stato non volevo fare le loro stesse cose non potevo, sentivo che poteva essere “rischioso”, mi sarei volentieri accucciata in un angolo protetto e rimasta li fino alla fine della vacanza.

Loro non potevano “capirmi” , mi sentivo costretta a dover giustificare la mia assenza di volontà, cosa potevano capire loro che non erano nel mio stato, il senso di responsabilità bloccava il mio corpo e ogni forma di pensiero che potesse essere invece incoraggiante.

Ero semplicemente intrattabile avevo ragione e gli altri erano per me un pericolo da tenere lontano.

Affrontare il primo lavoro in acqua calda è stata dura, l’antro della grotta era caldo e soffocante a causa dei vapori dell’acqua calda, mi ritornavano alla mente le parole di alcuni ospiti dell’albergo che il giorno prima mi avevano espressamente detto di non entrare “No, no tu non entrare, devi chiedere al tuo medico!”, io non avevo chiesto e non intendevo farlo ma le loro paure si sono aggrappate su di me mentre ero lì nell’acqua e con loro tutta la mia storia che un po’ alla volta è trapelata e ha smosso un bel po’ di emozioni legate alla mia nascita e a vite precedenti dove avevo avuto altre esperienze di gravidanza.

Lavorare in quei giorni in acqua faccia a faccia con le mie paure mi ha resa più forte, ci sono riuscita con l’aiuto silenzioso del gruppo e con Paolo e Andreana che hanno compreso da subito cosa io stessi vivendo in quei giorni aiutandomi a trovare il coraggio per poter andare “oltre” quello che già conoscevo e che mi impediva di vivermi l’esperienza in modo costruttivo fino in fondo.

Per tutta la settimana ho affrontato paure che mi tenevano bloccata e che non mi permettevano di vivere in modo completamente sereno il meraviglioso periodo della gravidanza.

Il mio corpo si è sciolto permettendomi di acquisire dei movimenti sempre più sicuri consapevoli, mi posso concedere alla vita perché è un’altra vita che porto dentro ed è così intensa la sua energia che mi spinge a vivere a sperimentarmi.

Andare oltre le mie paure mi ha resa libera e rende libera anche Alice che sta per arrivare, la quale attraverso la mia esperienza avrà acquisito altra forza e sicurezza, potrà vivere la sua vita senza farsi bloccare dalle paure degli altri.

Vivere la gravidanza continuando a lavorare con il respiro mi ha dato la certezza dell’importanza che ha questo lavoro per una donna che vuole avere un bambino e spero che con la mia esperienza possa dare serenità e sicurezza a tutte le donne che vogliono intraprendere questo percorso e che possano sentirsi libere di lasciarsi andare e donarsi un’esperienza molto grande e consapevole con la nuova vita che deciderà di arrivare.

Ciao a tutti e grazie dal cuore a Paolo ed Andreana.
Anna M.

 

Tu chiederai: va bene ma a che serve?

Fare il percorso di preparazione al parto serve a far sì che, soprattutto durante il travaglio ed il parto, la donna sia e resti molto tranquilla e cosciente di quello che sta succedendo e non vada in reazione di una qualche memoria della sua nascita, che la porterebbe a reagire e a cercare di fuggire da quella situazione (che però non è nel momento in cui lei sta partorendo), facendola comportare in un modo che potrebbe procurare danno a se stessa o al proprio figlio, complicando ad esempio il momento della nascita, perché è contratta e non rilassata.

Ovviamente questa preparazione, come potrai intuire, non serve solo nella gravidanza e durante il parto, ma è un’esperienza che porterai dietro tutta la vita, perché non è teoria ma pratica.

 

Quindi se vuoi prepararti per “un parto dolce e naturale” e sciogliere dei nodi prima che arrivino al pettine in modo più tranquillo, contattaci per maggiori informazioni.