Metodo Buteyko e Rebirthing

Metodo Buteyko e Rebirthing

 

Ciao,
questa è la domanda che mi ha fatto un amico, Mirco, un po’ di tempo fa, e non so se anche tu ti sei mai posto la stessa domanda:

Ciao Paolo, vorrei chiederti se per caso ha mai sentito parlare del metodo Buteyko, cioè l’esatto opposto del Rebirthing ma non solo:

Nel libro di Fiamma Ferraro “Attacco all’asma. . . ..  e non solo” in sostanza l’autrice stronca il Rebirthing (parlandone anche specificatamente e menzionandolo) in maniera tale che mai avrei immaginato.

In pratica se uno legge quel libro e crede a ciò che c’è scritto, nemmeno se fosse pazzo gli verrebbe poi in mente di fare Rebirthing.

Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensi tu in merito.

 

Ecco quello che gli ho risposto:

Molte persone mi chiedono la stessa identica cosa.

Ma ti faccio una domanda per farti riflettere ed usare il tuo cervello.

Tu hai mai visto in natura un qualsiasi mammifero che respira come dice il Dr. Buteyko?

Se lo hai visto, ti prego portami a vederlo o dimmi dove lo trovo, perché voglio assolutamente imparare.

Ho letto il libro di Buteyko e dice delle cose ragionevolissime secondo il suo punto di vista e non dico che non funzionano.

Per quello che mi riguarda in quasi 30 anni di lavoro sul mio respiro circolare (il Rebirthing) secondo Buteyko dovrei essere impazzito o morto e purtroppo – anzi devo dire menomale – sono ancora piuttosto vivo e vegeto e senza malattie 😀

La cosa che ho intuito su tutte le varie tecniche di respiro che ci sono in circolazione, Buteyko compreso, è che in qualche modo fanno portare l’attenzione alla persona sul proprio respiro, giusto o sbagliato che sia, permettendo così alla persona di riportare l’attenzione dentro di sé, e già questo, di per sé, è una cosa eccezionale, perché la maggior parte delle persone non lo fa quasi mai, con tutti i ritmi frenetici che ci sono.

Quindi anche il metodo Buteyko funziona per questo esatto motivo, e non perché aumenta nel tuo sangue il CO2 o chissà quale altro componente o sostanza del sangue, ma a questo punto fatti una sniffata di CO2 e sei già guarito no?

Invece no!

Anche con il metodo Buteyko devi lavorare sulle tue paure, devi ascoltare il tuo respiro, devi rallentare, ti devi fermare (e tu lo sai bene che “chi si ferma è perduto”) e devi entrare dentro di te, ed è esattamente quello il posto dei tuoi problemi.

Quello che insegno alle persone, oggi come oggi, non è una tecnica di respiro, oppure forse è meglio dire che è una tecnica sperimentata da milioni e milioni di anni – e non qualche millennio, come le tecniche yoga, o qualche decennio, come Buteyko – e la tecnica di cui sto parlando è quella che fanno tutti i mammiferi sul pianeta Terra, quella che ti porti dentro il tuo DNA, quindi semplicemente ti porto a riscoprire quello che dentro di te sai già, devi solo ritrovarlo, punto.

Ho associato a questa respirazione un’altra tecnologia che permette alla persona di diventare consapevole di cosa sta succedendo mentre sta succedendo, cosa che non fa nessun altro al mondo, e questo permette alla persona di stare meravigliosamente bene dopo ogni seduta (beh, forse ho un po’ esagerato, ma ci siamo molto vicini).

Spero di averti dato abbastanza chiarimenti e se hai ancora qualche dubbio fammi sapere, anzi ti inviterei a sperimentare sia il metodo Buteyko sia il Respiro della Memoria®, e poi fare tu i tuoi paragoni (non solamente leggendo qualcosa, pensa con la tua testa).

 

Sempre Mirco mi pone un’altra domanda:

Hai ragione, la cosa migliore sarebbe sperimentare di persona.

Vorrei però confessarti una cosa: c’è un aspetto che mi lascia un po’ “titubante e perplesso” perché tempo fa su facebook avevo conosciuto due persone che avevano sperimentato il rebirthing con due diversi istruttori ed uno ha abbandonato dopo cinque sessioni di respiro, l’altro dopo sette; entrambi per gli stessi motivi.

Pur non conoscendosi fra di loro,  uno è del centro Italia l’altro del nord, cioè perché han trovato troppo faticoso respirare (dicevano che venivano indotti con molta insistenza a inspirare più profondamente e anche più velocemente e ciò causava loro non poco disagio e fatica) e inoltre, invece di ottenere un buon grado di rilassamento, come gli era stato prospettato, finivano le sessioni di respiro tutt’altro che rilassati.

Ora io non so se questo è normale nel rebirthing o se i due sono stati “sfortunati” ma se la normalità e ciò che han vissuto loro, allora credo (anche se sarebbe stupido) di poter dire che il Rebirthing non fa per me anche senza provarlo.

 

La mia risposta:

Quando cominci a lavorare con il respiro o respirazione vai a toccare le fondamenta della tua casa (se non sai di cosa sto parlando leggi qui) per risistemarle, è un po’ come fare una ristrutturazione, non so se ne hai mai fatta una, ma si formano calcinacci, polvere, macerie e quant’altro.

E’ impensabile che, facendo una ristrutturazione, tu non faccia polvere, macerie etc…

Con qualsiasi metodo tu andrai a lavorare dovrai fare uno sforzo se vorrai andare in fondo, a meno che tu non vada a fare solo del puro rilassamento, come nel training autogeno, ma a quel punto rimane solo un puro rilassamento e non risolvi nulla, e poco dopo starai come prima.

Per tornare all’esempio di prima: vuoi ristrutturare casa ed apri solo le finestre per cambiare aria. La casa si ristrutturerà?

Troverai un sacco di persone che ti diranno “mio dio, il Rebirthing (il metodo Buteyko, la kundalini, etc…) è terrificante, è faticoso”, perché in realtà si sono fermate solo alle prime sensazioni e non sono mai andate oltre.

E’ come se ad un uccello che ha vissuto in gabbia per tutta la vita gli apri la porta: qualcuno forse uscirà e non tornerà mai più lì dentro, ma molti, fatti pochi passi fuori, diranno “mio dio, che paura!” e torneranno dentro perché erano al sicuro.

Per quello che mi riguarda, il respiro che faccio fare (il Respiro della Memoria®) non è spinto, ma rilassato a fluido, eppure tanta gente, abituata a respirare il minimo necessario per sopravvivere, dice “mio dio, ma così veloce”, non conoscendo affatto la normalità.

Quindi ribadisco, pensa con la tua testa e sperimentati, anche con più operatori se necessario, ma non ascoltare più di tanto gli altri, fai le tue esperienze.

 

Ancora altre sue domande:

Perdonami Paolo,

tu mi hai scrito che:

“per quello che mi riguarda, il respiro che faccio fare non è spinto, ma rilassato e fluido”.

Quindi: questo vuol dire che non necessariamente un soggetto che inizia a respirare debba per forza provare molto disagio – fatica – tensione ecc. ecc. ecc. ?

Cioè: potrebbe anche darsi che io inizio a respirare e potrò ottenere i benefici del respiro a 360° senza però subire gli aspetti negativi (o quanto meno subirli in maniera molto meno ridotta rispetto a chi ha abbandonato perché l’ha sentito troppo faticoso e disagevole)?

 

La mia risposta alle sue domande:

Quindi: questo vuol dire che non necessariamente un soggetto che inizia a respirare debba per forza provare molto disagio – fatica – tensione ecc. ecc. ecc. ?

Io questo non lo so!

Non c’è una seduta uguale all’altra, ne puoi fare 10.000 e non si può mai sapere cosa succederà.

Cioè: potrebbe anche darsi che io inizio a respirare e potrò ottenere i benefici del respiro a 360° senza però subire gli aspetti negativi (o quanto meno subirli in maniera molto meno ridotta rispetto a chi ha abbandonato perché l’ha sentito troppo faticoso e disagevole)?

Mirco, ma tu pretendi di andare in palestra ad allenarti per alzare 200 Kg allenandoti una volta alla settimana sollevando 5 Kg?

E’ normale che ci sia un po’ di energia da metterci se vuoi ottenere qualcosa di rapido e veloce.

Torno a ribadirti quello che già ti ho detto, sperimentati, e dopo che avrai fatto l’esperienza potrai dire “adesso ho compreso” (non capito).

Finché cercherai solo di capire qualcosa che non si può spiegare a parole più di tanto, non andrai molto lontano.

Quello che faccio sperimentare, oggi come oggi, è la fiducia nel proprio respiro e l’abbandono del controllo del respiro.

Puoi fidarti del tuo respiro?

Ne hanno tutti una paura fottuta.

L’ultima discussione che ho fatto con uno psicoterapeuta è stata riguardo al fidarsi del proprio respiro, e lui invece insisteva nel chiedermi prove scientifiche e ricerche scientifiche per fidarsi del suo respiro 🙁

Siamo alla follia pura.

RIBADISCO!

Puoi fidarti del tuo respiro? 😀

 

Un abbraccio grande Creatura Meravigliosa

Paolo Cericola


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