Preparazione alla Gravidanza con il Respiro della Memoria®

Una insegnante (forse Binnie Dansby) un giorno durante un seminario disse che se si cambiasse il modo di nascere al mondo, nel giro di tre generazioni non ci sarebbero più guerre.

 

Utopia? Non credo proprio, chi ha interesse a mantenere le masse nell’ignoranza e nella paura? Riflettici con la tua testa.

 

Futuri genitori, ostetriche e ginecologi, devono assolutamente leggere quanto sto per dire, ma ancor prima di andare avanti è fondamentale fare un passo indietro: clicca qui per scoprire come hai imparato a Respirare!

 

 

Due gravidanze totalmente differenti!

La mia prima figlia è nata in ospedale (ancora non sapevo nulla del Rebirthing).

Nonostante il nostro ginecologo ci avesse assicurato che sarei potuto entrare in sala parto al momento del travaglio, quando fu il momento, non mi fecero entrare adducendo delle scuse (nonostante c’era il nostro ginecologo in sala parto e solo mia moglie come partoriente), quindi fui costretto a rimanere fuori dalla sala parto.

Poco dopo sentii piangere (come da copione) e un’emozione forte di gioia mi assalì, facendomi scendere lacrime dagli occhi.

Nel frattempo mia figlia continuava a piangere (ed io da fuori cercavo di immaginarmela, con lei avevo parlato molto durante la gravidanza), quando l’ostetrica uscì con il carrellino di vetro con lei dentro, nel momento in cui si avvicinò a me per farmela vedere, lei smise di piangere, apri gli occhi guardandomi e con una manina alzata ed il dito indice puntato (sembrava E.T.), ero emozionatissimo, ma poi l’ostetrica cominciò ad allontanarsi per portarla nel nido, e lei ricominciò a piangere.

La seguii fin sulla porta del nido, dove non mi fece entrare e mi misi a sbirciare attraverso il vetro e le tende che erano chiuse.

Ho visto prendere la bimba che piangeva veramente disperata, dall’ostetrica e “sbatterla”, sì, esattamente sbatterla non poggiarla, sul fasciatolo, per farla calmare e smettere di piangere.

Non so per quale motivo, ma nel pieno della mia ignoranza in quella circostanza ho riso, credendo che fosse normale, oggi come oggi se potessi tornare indietro, con la consapevolezza che ho, molto probabilmente avrei strozzato l’ostetrica.

 

Ancora oggi mi rammarico della mia ignoranza e del danno che possa aver comunque fatto passare a mia figlia. Pamela perdonami!

 

Pamela è nata alle 2.00 di notte ed ha rivisto sua madre al mattino alle 8.00, dopo aver pianto disperatamente un bel po’. Ci sono stati problemi per farla attaccare al seno e per i primi tre mesi ha sofferto di gastroenteriti continue. Dopo i tre mesi prendeva solo biberon.

 

La mia seconda figlia invece è nata 3 anni dopo, ed io avevo già cominciato la formazione professionale per diventare Rebirther.

Le cose ovviamente andarono ben diversamente. Innanzitutto con mia moglie abbiamo fatto la preparazione al parto naturale e decidemmo che sarebbe nata in casa.

Già dichiarare questo fece smuovere fra i genitori ed i parenti, la paura e il giudizio: “ma siete sicuri?” “Voi siete matti con tutto quello che si sente dire in tv e sui giornali.” e così via per nove mesi di fila.

 

Quando fu il giorno del travaglio in giro per il palazzo non si sentiva volare una mosca, anche i nostri vicini erano stati avvertiti dell’evento, ed erano anche loro tutti intimoriti, oltre ad averci dato del matto ovviamente.

Il travaglio è stato particolarmente lungo nonostante la preparazione, le ostetriche che erano venute a casa nostra già da 2 giorni non riuscivano a capirne il motivo, finchè finalmente ad una di loro venne in mente di chiedere a mia moglie: “come mai non ti apri?”.

Quello che lei rispose fu che aveva paura di farsi rimettere i punti nella vagina come era successo già per la prima figlia (in quel caso come di prassi eseguono la episiotomia, cioè il taglio della vagina perché così in caso di “un ipotetico strappo” è più facile da cucire, ed intanto mettono punti su cui prendono soldi, scusa se sono polemico, ma mi rode non poco la cosa).

Dopo la dichiarazione della sua paura finalmente si rilasso e nacque in breve termine l’altra figlia – Barbara – che appena venne fuori fece UUUEE, e basta, poi aveva gli occhi aperti e si guardava intorno, tranquillissima.

 

Dopo un po’ il cordone è stato tagliato ed io insieme all’altra figlia Pamela siamo andati a lavarla nel bagnetto, poi subito dopo abbiamo riportato la bimba da sua madre che l’ha attaccata immediatamente al seno. Ha preso il latte al seno per nove mesi abbondanti e avrebbe continuato a prenderne ancora se sua madre avesse voluto.

 

Ovviamente la differenza che potei notare tra le due figlie era proprio nella respirazione. La prima, Pamela, quando si arrabbiava o piangeva chiudeva completamente la gola, bloccando il respiro, la seconda, Barbara, nelle stesse condizioni invece sembrava un mantice con il respiro impetuoso e continuo.

Quando ho cominciato a lavorare come Rebirther ho chiamato la mia associazione “N.R.P – Nascita e Rinascita Psicofisica”, perché era mia intenzione aiutare sia le mamme che i futuri neonati a nascere nel modo più naturale e dolce possibile.

Ancora oggi la mia intenzione è questa, ma preferirei intervenire ancora prima e far preparare le coppie prima alla gravidanza e poi in seguito al parto.

 

Preparazione alla Gravidanza con il Respiro
della Memoria®

 

Riceviamo spesso richieste di preparazione al parto dolce e naturale. Molto spesso da parte di donne negli ultimi mesi di gravidanza, tipo settimo e ottavo, qualcuna anche nono mese, praticamente quando è quasi ora di partorire già.

Sicuramente può essere molto utile, ma la cosa migliore in assoluto è quella di iniziare la preparazione prima di concepire un figlio.

Ho iniziato quasi 30 anni fa il mio lavoro con il Rebirthing (ri-nascita) e strada facendo, dopo il primo anno di formazione professionale, ho compreso quanto fosse di vitale importanza, per tutto il pianeta, “cambiare il modo di nascere“.

Mi ci sono voluti parecchi anni in più, invece, per comprendere che la cosa era molto più profonda e che era necessario partire da più lontano, per portare un cambiamento veramente consistente su questo pianeta.

Ed è proprio qui che entra in gioco la “preparazione alla gravidanza”, e cioè prepararsi a conoscere se stessi con il proprio respiro, per poter poi arrivare a concepire un figlio con il proprio partner in un modo completamente diverso e più armonioso rispetto al solito e al conosciuto.

 

Il mio compito in questa preparazione è quello di aiutarti, tramite il Respiro della Memoria®, a farti entrare in contatto con il tuo mondo sommerso, di cui non sai nulla, ma che in realtà condiziona tutta la tua vita senza che tu te ne accorga minimamente. A maggior ragione, quando una donna è in gravidanza.

 

Quando una donna è in gravidanza, inconsciamente entra in contatto con quella che è stata la sua gestazione e la sua nascita, soprattutto se c’è stato un qualche tipo di problematica durante la gravidanza e poi, in special modo, durante il parto.

 

Che una persona non si ricordi nulla di tutto questo non ha alcuna importanza, perché invece la sua mente reattiva è sempre in azione e va a lavorare proprio con quelle memorie sommerse di cui parlavamo prima.

Il contatto con queste memorie può avvenire anche quando la persona (uomo o donna) lavora con il proprio respiro in modo consapevole, e gestire la situazione in queste circostanze (non in gravidanza per la donna) rende tutto molto più semplice.

 

Quando la persona ha scaricato le eventuali memorie in merito, arriva a concepire un figlio con spirito molto più tranquillo e sereno, spianando la strada ad un futuro migliore.

 

Qui sotto riporto delle storie molto interessanti che ho sentito nel corso degli anni, che mi hanno molto affascinato e che sento molto vicine al mio modo di essere.

 

La Nascita 1° atto: il Concepimento

 

1) Amazzonia (selvaggi o popolazione cosiddetta incivile)

Questa storia l’ho conosciuta da una persona che ha vissuto in mezzo agli Indios dell’Amazzonia per 5 anni.

Quando un “essere” vuole tornare su questo piano, egli va in sogno da quelli che saranno i suoi futuri genitori, annunciandosi e dicendo sia il periodo in cui nascerà sia il nome. Quando sarà il momento, se entrambi i genitori saranno d’accordo, i due si accoppieranno e dopo nove mesi nascerà questo essere, che sarà allattato dalla sua mamma, ma non verrà accudito solo da lei, bensì da tutte le persone del villaggio, quindi in qualsiasi momento tutti possono essere sia la mamma che il papà del bambino/a.

Da loro non esiste il concetto di proprietà del figlio come qui da noi – “mio figlio”, “mia figlia” – bensì ognuno è un essere libero ed indipendente fin dalla nascita in una comunità.

Riguardo l’atto fisico del parto, quando giunge il momento del parto la donna si trasferisce in un posto tranquillo insieme al suo compagno, nella sua capanna oppure in un posto in mezzo agli alberi, e partorisce con calma e con i suoi tempi, di solito molto veloci e senza grandi sofferenze; quando tutto il processo è avvenuto (anche l’espulsione della placenta), continuano a rimanere in quel posto finché ne sentono la necessità, e poi ritornano in mezzo alla comunità, presentando il nuovo arrivato, il quale sarà festeggiato con canti e balli.

 

2) Africa

Questa storia la dice lunga sul loro atteggiamento mentale e su molto altro.

Ho saputo da un’interessante trasmissione in radio che in Africa esiste una tribù davvero particolare: quando una madre è prossima al parto, le amiche l’accompagnano nella foresta e insieme compongono una canzone apposta per il nascituro.

Nel momento in cui il piccolo viene al mondo, il primo suono che ascolta è proprio questa canzone, che poi gli viene insegnata fin dalla più tenera età.

Anche se la tribù appare molto pacifica, accade che qualche membro commetta un illecito, che rubi o faccia del male a qualcuno: in questo caso non esiste né l’accusa né il castigo, semplicemente il colpevole viene posto al centro del villaggio, mentre tutti gli abitanti si riuniscono e gli cantano la sua personale canzone.

Infatti loro pensano che il comportamento sbagliato sia dovuto al fatto che – a volte – si dimentichi la propria canzone e quindi si perda il senso della propria vita. Pare che questo sistema abbia effetto e che la criminalità tra loro sia bassissima.

Non è meravigliosa questa storia?

Io penso che questa piccola tribù sia la più saggia del Mondo, perché ha capito come vivere veramente in armonia.

Nel nostro vissuto nessuno crea per noi una canzone, ma sono sicuro che l’Universo, ogni volta che si ripete il miracolo della nascita, produce vibrazioni vitali, che il bimbo può percepire, data la sua totale innocenza ed assenza di pregiudizi.

Crescendo, noi perdiamo la capacità di percezione del grande respiro del mondo, ci sentiamo soli e dimentichiamo di appartenere tutti al mistero della natura che Dio ha creato.

 

3) Mondo “civilizzato”

Ora passiamo invece alla nascita come avviene in quasi tutti i paesi cosiddetti “civilizzati e moderni”.

A parte i casi in cui i genitori hanno una buona consapevolezza di se stessi e dell’altro, e quindi nascono bambini voluti coscientemente e benvoluti, nella maggior parte dei casi i bambini vengono concepiti per sbaglio:

  • sì, lo volevamo, ma non adesso”;
  • per un rapporto avuto in un periodo non sicuro;
  • per un preservativo rotto;
  • per distrazione, o altro……;
  • perché ormai abbiamo/avete una certa età;
  • per ignoranza (non sapere cosa avviene durante un rapporto sessuale);
  • per una pillola che non funziona, o uno sbalzo ormonale;
  • oppure perché tutte quante le persone intorno alla coppia in questione fanno pressione, “quando ci fate un nipotino eh!”;
  • perché è consuetudine o convenzione, per i più svariati motivi, e quindi non è neanche un desiderio profondo della coppia;
  • oppure lo è solo da parte di uno dei due, lui lo vuole e lei no o viceversa;
  • perché si è rotta la tv (oppure, come una volta, non c’era);
  • per un abuso o una violenza subita;
  • oppure concepito in provetta;
  • etc.

 

Insomma la lista, se andiamo a spulciare bene, potrebbe essere lunga.

C’è poi da considerare che, durante la gravidanza, molto spesso le donne che sono rimaste incinte per sbaglio la portano comunque avanti controvoglia, e che magari più di qualcuna tenta in “qualche modo” di abortire o interrompere la gravidanza e purtroppo non ci riesce.

Insomma, solo analizzando un po’ tutte queste situazioni – che, anche se può non sembrare, sono veramente molte – viene spontaneo domandarsi “ma in che modo/mondo arriva qui un essere che vuole rinascere?

Per quelli a cui va bene, c’è da considerare invece quello che succede attorno alla mamma, ecografie, prelievi, analisi, se poi la mamma è di una certa età viene obbligata a fare l’amniocentesi, e cioè un prelievo sul bambino con un ago dentro la pancia della mamma.

È uno scenario veramente preoccupante, ormai la gravidanza sembra diventata una malattia contagiosa e terribile invece che un evento meraviglioso.

Se ti sembra che stia esagerando, ti consiglierei di vedere lo spettacolo teatrale “Nati in casa” di Giuliana Musso, ediz. Teatro In Civile, dove riporta con una bravura veramente eccezionale il mondo del parto.

E ancora non abbiamo parlato della “nascita”, quello di cui abbiamo parlato è solo il periodo dal concepimento alla gravidanza fino al parto.

Cosa accadrà quando arriverà il momento di partorire?

 

Quindi “come prepararsi alla gravidanza” e sciogliere dei nodi prima che arrivino al pettine in modo più tranquillo? La cosa migliore che consiglio di fare, sia per migliorare ma anche per un’ottima preparazione alla gravidanza, è quella di fare un ciclo base di 21 sessioni di Respiro della Memoria®, e questo puoi farlo nelle nostre sedi di Roma o di Parma.

Dopodiché, sciolte le tue memorie, puoi pensare in totale serenità ad una preparazione al parto naturale.

 

La nascita di tuo figlio è un evento meraviglioso! Non permettere a questa società “civilizzata” di farlo nascere già malato.