Come togliere il ciarpame mentale

Come togliere il ciarpame mentale

 

CIARPAME

Definizione e Significato (tratto dal dizionario-italiano.org):

Sostantivo Maschile

Roba di scarto, vecchia, brutta, inservibile

Figurativo, letteratura, Insieme di atteggiamenti mentali, sentimenti, moduli espressivi consunti, superati

Hai mai fatto le pulizie di Pasqua o hai ripulito una cantina?

Suppongo di sì ed anche più volte nella tua vita.

Ed è anche piuttosto facile da fare, non è vero?

 

Invece hai mai fatto pulizia dentro il tuo cervello?

Quante volte al giorno ci diciamo o ci raccontiamo cose senza senso, oppure che non hanno nessun valore pratico, ma piuttosto hanno il potere di buttarci giù o sminuirci?

Tipo:

  • non sono abbastanza bravo/a
  • non sono all’altezza
  • non ce la farò mai
  • non ce la faccio
  • sono brutto/a
  • sono uno/a stupido/a
  • e tutto quello che ben conosci…

Ebbene, tutto questo, come dice la definizione su in alto, è un “Insieme di atteggiamenti mentali, sentimenti, moduli espressivi consunti, superati, roba di scarto, vecchia, brutta, inservibile”!

Ma perché allora continuiamo a portarcela appresso?

Magari in un qualche momento della nostra vita è anche servito – anche se ne dubito molto – ma adesso fa solo ingombro e non serve più a nulla, ed è arrivato il momento di buttare via tutto questo materiale inutile.

E come si fa a liberarci dal ciarpame?

Penso che ognuno di noi possa trovare o aver trovato la sua soluzione e mi farebbe piacere sapere anche la tua.

Intanto, cosa non molto spesso ovvia, il primo passo è:
diventarne consapevoli.

Cosa più facile a dirsi che a farsi, perché queste cose vanno in automatico e ad una velocità talmente elevata da sfuggire quasi completamente alla nostra attenzione, perché sono diventate una routine nella vita di tutti i giorni e, come tutte le cose che facciamo come routine, non ci portiamo l’attenzione e non ci chiediamo perché stiamo facendo o dicendo quella data cosa.

Per diventarne consapevoli, prima di tutto abbiamo bisogno di fare silenzio e di cominciare ad ascoltare; un piccolo esercizio di aiuto, che dura circa 30 secondi, lo puoi trovare qui: l’esercizio dei venti respiri.

Una volta fatto silenzio ed individuato un pensiero ricorrente che vuoi buttare o interrompere, puoi immaginare di avere il telecomando in mano, dove c’è il pulsante dello “STOP”

e di schiacciarlo

dicendo “Stop No Grazie!” in modo perentorio, e se il pensiero si ripresenta tu continui a schiacciare il pulsante dicendo “Stop No Grazie!

Inizialmente quel pensiero magari tornerà, è stato lì fino ad ora, non te ne liberi così facilmente, ma come tutte le cose che diventano abitudine, anche questa deve diventare una abitudine, e cioè ogni volta che ti accorgi che un pensiero ti sta tormentando dire “Stop No Grazie!

Provalo, sperimentalo e fammi sapere come va: ti riesce? Hai un altro metodo più funzionale?

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Un abbraccio grande

di Paolo Cericola
l’Esperto Italiano in
Respiro Consapevole
fuori e dentro l’acqua

 

 



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