Attacchi di Panico in autostrada

Attacchi di Panico in autostrada

 

Ciao Creatura Meravigliosa,

ecco un caso vero di qualcosa che avevo cercato di spiegarti qualche tempo fa, nel post intitolato “Paura della Paura” alla pagina www.scuoladirespiro.org/paura-o-paura-della-paura/.

Forse qualcuno lo ha letto nei vari commenti.

Ovviamente ho chiesto a Giorgia il permesso di farlo pubblicamente qui nel blog.

Giorgia mi scrive questo:

Ciao Paolo, io ho il problema che quando sono in macchina da sola in autostrada sono colta da attacchi di panico gravi. Purtroppo sono anni che non posso più prendere l’autostrada. Se mi puoi aiutare grazie. Giorgia

Ciao Giorgia,
è ovvio che il tuo problema non possiamo risolverlo qui nel blog, però vediamo un po’ cosa sia possibile fare. Intanto avrei bisogno di sapere quando è cominciato il tutto, e cosa è successo prima che cominciassero gli attacchi di panico, se c’è stato un qualche evento particolare e significativo per te, per avere qualcosa a disposizione. Ti succede solo in autostrada?
Dammi qualche dettaglio in più se ti è possibile.

Ciao Paolo, sì, mi succede solo in autostrada, perché la considero una via senza possibilità di sosta a comando, come nella strada normale in cui mi posso fermare (o almeno credo di potermi fermare) quando voglio. E’ come se il mio corpo ed i miei sensi, siccome sarebbe deleterio ad esempio fermarsi in mezzo ad una galleria, mi dicessero ”non ti puoi fidare di noi” ed io ho così tanta paura di non poter avere il controllo che incomincio a sudare, a non vedere bene, ad avere la tachicardia. Il tutto è iniziato circa 7 anni fa, ed è peggiorato nel tempo. Prima che iniziassero gli attacchi è successo un fatto pauroso. Ero in macchina, in autostrada, con mia mamma, ed all’improvviso è rimasto bloccato il pedale dell’acceleratore, io con il piede sono riuscita a sollevarlo e piano piano con grande paura e fatica sono arrivata da un meccanico che mi ha detto che avevamo rischiato la vita. Ciao Paolo, per ora mi fermo qui. Ti ringrazio tanto e ti mando i miei migliori auguri di buone feste.
Giorgia

Ciao Giorgia, quello che succede, come già spiegato e come dicevo in cima alla pagina, è che dopo aver fatto quella tua esperienza in autostrada (dicesi Shock improvviso ed inaspettato o DHS, come la chiama il dottor Hamer), ogni volta che tu sali su un autostrada, poiché sussistono le stesse caratteristiche che erano presenti allora, tu vai in “RESTIMOLAZIONE”, e cioè la tua Mente Reattiva scatta ed è pronta a difenderti da un’altra esperienza del genere.
La Mente Reattiva
 è uno strumento (io lo chiamo il pilota automatico di questa meravigliosa macchina, che chiamiamo corpo) che si è sviluppato in milioni di anni di evoluzione. Ovviamente il suo compito è quello di salvarti la pelle, e lo fa in una maniera straordinaria ed eccellente ed alla velocità della luce.
Prova ad immaginare, su una scala evolutiva di milioni di anni, dalla prima cellula che si è formata su questo pianeta, fino a diventare questo meraviglioso ammasso di cellule che oggi abitiamo, quante volte e dico quante volte ci siamo feriti, siamo morti di fame, di sete, ci siamo rotti ossa cadendo, siamo morti soffocati, siamo stati mangiati, etc, etc…
Quando scatta la “Mente Reattiva” ha la precedenza su tutto e dico tutto, perché ti deve salvare la pelle, la cosa più importante della tua vita, e non c’è mente razionale che tenga, perché la mente reattiva rispetto alla mente razionale è come un fulmine rispetto ad una lumaca.
Purtroppo la maggior parte delle persone non è in grado di controllarla (anzi, questo è errato perché non la si può controllare, ma la si può contenere).
Di solito porto questo esempio:
quando, in un aereo, si inserisce il pilota automatico?
Sempre e solo quando l’aereo è arrivato in quota e tutto è tranquillo!
Ma cosa succede se per caso c’è un imprevisto? Qual è la prima azione che il pilota fa?
Disinserisce il pilota automatico, perché è limitato (non è in grado di poter decidere oltre i suoi limiti, che vanno da A a B, mentre il pilota ha tutta la gamma che va da A a Z).
Quello che faccio con il Respiro della Memoria®
è insegnare alla persona, in un ambiente sicuro, a disattivare il pilota automatico (la mente reattiva) e fidarsi del proprio respiro, e il respiro fa gran parte del lavoro.
Quello che posso consigliarti in questo momento, e via blog, è di fare l’esercizio dei venti respiri o, come piace chiamarlo a me, il pocket coffe dell’energia, che trovi alla pagina www.scuoladirespiro.org/aiuto-veloce-con-il-respiro/
.
Ovvio, questo è solo un esercizio di pronto soccorso, per fare un lavoro più duraturo e consistente hai bisogno di fare delle vere e proprie sedute di Respiro della Memoria, insieme ad una persona esperta, non perché ci sia qualche tipo di pericolo, ma solo perché ci si può spaventare con quello che non si conosce, finendo poi col non farlo più.
Mentre, se durante la seduta viene a galla un qualche tipo di memoria, con l’aiuto di un esperto è possibile raccogliere tutti i dettagli presenti in quella memoria e renderli chiari per sempre, e non ci saranno mai più reazioni di quel tipo (o saranno molto molto ridotte rispetto a prima).

Per il momento è tutto, ti aspetto con domande, risposte e commenti.

Un abbraccio potente

Paolo


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